Le situazioni in cui conviene chiamare invece di aspettare.
HEALTH_ERR che non si sblocca
Da HEALTH_WARN il cluster si riprende spesso da solo. Da HEALTH_ERR quasi mai: vuol dire che qualcosa impedisce all’I/O di procedere, non solo di essere ottimale. Più resta così, più cresce il rischio che il prossimo evento — un disco, un nodo — non trovi più margine per essere assorbito.
PG in peering o active+undersized
In peering quei placement group non servono I/O finché gli OSD coinvolti non si mettono d’accordo su quale sia la copia buona: se dura più di qualche minuto, di solito c’è un OSD che risponde a intermittenza. active+undersized significa che il dato è raggiungibile ma con meno copie del previsto — un secondo guasto, a quel punto, non ha più rete di sicurezza.
OSD che fanno flapping
Il flapping quasi mai è colpa del disco. Nella maggior parte dei casi è la rete: MTU diverso fra nodi, un link che perde pacchetti sotto carico, o la rete cluster e quella pubblica sullo stesso cavo. Ogni giro di su e giù forza un riequilibrio dei dati, che a sua volta aggrava il carico che ha causato il flapping.
Cluster nearfull o full
Su full Ceph blocca le scritture per non rischiare di riempire del tutto un OSD, e con lui l’intero pool. Non è un allarme da rimandare: da nearfull a full possono bastare poche ore se il riequilibrio è già in corso, e a quel punto anche liberare spazio richiede attenzione per non far peggio.
Recovery che non finisce mai
Un recovery lento non è di per sé un’emergenza, ma lo diventa se nel frattempo il cluster è scoperto: meno copie in giro, meno margine per il guasto successivo. Le cause tipiche sono un limite di banda impostato troppo basso, una rete satura, o dischi che non reggono il ritmo delle scritture normali insieme a quelle di recupero.
MON fuori quorum
Senza quorum dei monitor il cluster non prende decisioni: gli OSD restano vivi ma nessuno può dirgli cosa fare, e l’I/O si ferma. Le cause tipiche sono due nodi persi su tre, orologi disallineati fra i monitor, o una partizione di rete che li isola a coppie.
Aggiornamento fermo a metà
Metà cluster su una versione e metà sull’altra è tollerato per definizione — gli aggiornamenti sono pensati per essere graduali — ma non indefinitamente, e alcune funzioni restano disattivate finché tutto non è allineato. La cosa da non fare è tornare indietro sui componenti già aggiornati: si prosegue, nell’ordine giusto.
Un nodo perso che non rientra
Il cluster continua a servire dati anche senza quel nodo, ma ogni minuto in più è un minuto senza le sue copie. Prima di forzare una ricostruzione conviene capire perché non rientra — un disco, la rete, un boot fermo — perché ripartire dal punto sbagliato può costare più tempo di quanto ne faccia risparmiare.