Supporto Ceph — certificati Red Hat

Storage distribuito che non si ferma mai

Progettiamo e gestiamo cluster Ceph, e interveniamo quando smettono di funzionare. Siamo certificati Red Hat.

Le nostre competenze

  • Partner ufficiale Proxmox — vedi la scheda sul sito Proxmox
  • Ceph in produzione
  • Partner PetaSAN — vedi la scheda sul sito PetaSAN
  • Red Hat Certified Specialist — Ceph Cloud Storage

Cos’è Ceph

Un sistema di storage che distribuisce i dati su più macchine invece di tenerli su un apparato solo. Se un disco o un intero nodo si guastano, i dati restano accessibili e il sistema si ripara da sé. Cresce aggiungendo macchine, senza fermare nulla.

Tipo
Storage distribuito, senza punto singolo di guasto
Blocchi
RBD — dischi per macchine virtuali e container
File
CephFS — filesystem condiviso, montabile da più macchine
Oggetti
RGW — object storage compatibile con S3 e Swift
Crescita
Si aggiungono nodi a caldo, senza fermi
Ridondanza
Repliche o erasure coding, configurabili
Integrazione
Nativa in Proxmox VE, e anche su cluster a sé
Licenza
LGPL — software libero

Un solo storage, molti modi di usarlo

Volumi a blocchi (RBD) per macchine virtuali e container.

Ceph parla a vSphere via iSCSI o NFS: cambia lo storage, resta l’hypervisor.

Amazon S3

Compatibile con S3 e Swift: object storage on premise, i dati restano in azienda.

Kubernetes

Storage persistente via CSI, che sopravvive al riavvio di un pod o di un nodo.

Object Lock

Copie immutabili che il ransomware non può cifrare, nemmeno con le credenziali di amministratore. Funziona con Veeam.

CephFS

Un filesystem che si monta da più macchine insieme, senza un server NFS a fare da collo di bottiglia.

Snapshot

Istantanee di volumi e filesystem, e cloni che ripartono da quelle.

Seconda sede

Replica remota fra datacenter: se una sede cade, i dati sono già altrove.

Archivi

Da qualche TB a decine di petabyte, aggiungendo nodi a caldo senza fermare nulla.

Commodity hardware

Gira su macchine ordinarie, anche su server che il produttore non supporta più.

Come lo mettiamo in opera

Bare metal

Ceph su macchine sue, senza livelli di virtualizzazione in mezzo: la scelta quando lo storage deve reggere carichi pesanti o crescere per conto suo.

Proxmox VE

Integrazione nativa: calcolo e storage nello stesso cluster, gestiti dalla stessa interfaccia.

PetaSAN

Distribuzione con interfaccia dedicata per chi vuole Ceph pronto all’uso, senza rinunciare al controllo di come è fatto sotto.

Cosa possiamo fare per voi

Contattaci

Emergenza

Cluster fermo o degradato, adesso.

  • Intervento diretto sul cluster
  • Anche su installazioni fatte da altri
  • Relazione su cosa è successo

Assistenza continuativa

Un cluster Ceph va seguito, non installato e dimenticato.

  • Aggiornamenti di versione
  • Sostituzione dischi e riequilibrio
  • Espansione con nuovi nodi
  • Controllo periodico dello stato

Progetto

Un cluster da dimensionare e mettere in opera.

Non pubblichiamo un listino perché dipende da quanti nodi avete e da cosa vi serve: un preventivo lo facciamo dopo aver guardato la situazione, non prima.

Formiamo anche chi il cluster lo gestisce

Vedi il corso

Corsi su misura per chi Ceph deve amministrarlo tutti i giorni: come si legge lo stato, cosa si fa quando un disco cade, quando chiamare aiuto e quando no. In aula da noi, da voi, o a distanza.

Anche su cluster che non abbiamo installato noi

Contattaci

È il caso più frequente. Non serve che ci raccontiate com’è stato messo su né perché: quello lo guardiamo noi. Capita spesso di essere chiamati su cluster montati da qualcuno che nel frattempo non c’è più.

Lo storage è fermo adesso?

Vai in emergenza

Domande che ci arrivano

Che tipo di attività fate su Ceph?

Progettazione e dimensionamento, messa in opera, manutenzione ordinaria — aggiornamenti di versione, sostituzione dei dischi, riequilibrio dei dati, espansione con nuovi nodi — recupero di cluster degradati, interventi d’emergenza e formazione di chi il cluster deve gestirlo tutti i giorni.

Fate anche gli aggiornamenti di versione?

Sì, ed è la parte del lavoro dove si sbaglia più spesso: un aggiornamento va fatto nell’ordine giusto — monitor, manager, OSD, poi i gateway — e su un cluster in produzione conviene provarlo prima di lanciarlo. Chi ci lascia seguire il cluster non ci pensa: lo pianifichiamo noi.

Intervenite anche su cluster installati da altri?

Sì, ed è il caso più frequente. Non serve che ci raccontiate com’è stato messo su né perché: servono l’accesso, l’output di ceph -s, la versione e come è fatta la rete. Da lì vi diciamo cosa vediamo, e decidete voi. Capita spesso di essere chiamati su cluster montati da qualcun altro che nel frattempo non c’è più.

Migrate uno storage esistente su Ceph?

Sì. Si fa a servizio acceso, spostando i dati un pezzo alla volta: le macchine virtuali continuano a lavorare mentre il trasferimento va avanti. Il fermo, quando serve, si riduce alla commutazione finale e si concorda con voi.

Da quanti nodi conviene partire?

Tre è il minimo perché il cluster regga la perdita di un nodo senza fermarsi. Si può iniziare da lì e aggiungerne altri quando servono, senza rifare niente. Sotto i tre nodi Ceph non ha senso, e ve lo diciamo invece di vendervelo lo stesso.

Serve hardware particolare?

Non c’è una lista di modelli approvati: Ceph gira su hardware standard, e non siete vincolati a un fornitore. Ci sono però caratteristiche che servono davvero — una rete dedicata e veloce, dischi pensati per lavorare sempre — perché sono quelle che determinano se il cluster va bene tutti i giorni. Non è questione di marca, è questione di come è fatto: lo verifichiamo insieme prima che compriate qualcosa.

Cosa succede se un nodo si guasta?

Niente che dobbiate fare voi nell’immediato. I dati sono su più nodi, quindi le macchine virtuali continuano a lavorare e il cluster si ricostruisce da solo le copie mancanti. Il nodo va sostituito con calma, nei tempi vostri, non di notte. Se invece l’I/O si è fermato, il cluster non si sta ricostruendo: è un’emergenza.